Gioia Tauro, sequestrato stabilimento balneare sul lungomare: denunciati i gestori
I Carabinieri hanno posto i sigilli a un lido con pizzeria-trattoria. Contestata l’occupazione abusiva di circa 230 metri quadrati di demanio marittimo e presunte irregolarità nella procedura di concessione.

GIOIA TAURO – Uno stabilimento balneare con annessa attività di pizzeria-trattoria, situato sul lungomare di Gioia Tauro, è stato posto sotto sequestro preventivo dai Carabinieri. Due coniugi, indicati come gestori dell’attività, sono stati denunciati in stato di libertà.
Le contestazioni formulate, a vario titolo, riguardano l’occupazione abusiva di spazio demaniale marittimo, l’invasione aggravata di terreni demaniali e la falsa attestazione a pubblico ufficiale. Dagli accertamenti eseguiti dai militari sarebbe emersa l’occupazione di un’area complessiva di circa 230 metri quadrati appartenente al demanio marittimo.
Gli accertamenti sulla concessione
Secondo quanto ricostruito durante le verifiche, una parte dell’area sarebbe stata utilizzata senza concessione o autorizzazione. Per un’altra porzione, invece, gli approfondimenti documentali avrebbero evidenziato irregolarità nella procedura di subingresso nella concessione.
In particolare, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, la donna avrebbe dichiarato all’ente competente di essere erede del precedente concessionario, deceduto, ottenendo così il subingresso. Gli accertamenti dovranno ora chiarire definitivamente tutti gli aspetti della vicenda.
È stata inoltre contestata la gestione materiale dell’attività di ristorazione affidata al coniuge senza la preventiva autorizzazione prevista dall’articolo 45-bis del Codice della Navigazione.
Il sequestro della struttura
Al termine dei controlli, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro penale preventivo dell’intera struttura e delle aree annesse, con l’apposizione dei sigilli.
Secondo le informazioni riportate da Corriere della Calabria-LaPresse, l’esercizio commerciale sarebbe inoltre riconducibile agli eredi della sorella di Pasquale De Maio, indicato come capo dell’omonima cosca operante nel territorio di Gioia Tauro e deceduto nel 2022. Si tratta di un elemento riportato nell’ambito della ricostruzione della vicenda e distinto dalle responsabilità penali oggetto degli accertamenti.
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